October 25
La televisione
Diego che spegne il televisore
Scritto da Patrizio J. Macci
Diego è il figlio di una coppia che gestisce un'attività commerciale nel popolare quartiere romano di S. Lorenzo. Diego ha quasi due anni e balla, ride, corre, come solo i bambini della sua età sanno fare.
Ma, soprattutto, spegne i televisori. Sarà stata l'influenza di Maria Montessori che in quel quartiere aprì la prima CASA DEI BAMBINI, sarà la sua concezione del bambino come ESSERE COMPLETO ad averlo geneticamente predisposto, ma Diego spegne i televisori. Avete letto bene. Basta essere con lui in salotto con il malefico elettrodomestico acceso che fiammeggia e lui parte deciso, trotterella fino allo schermo, allunga la mano a trovare il bottone e zac mette definitivamente fuori scena quell'universo che non fa parte del suo mondo, perchè assolutamente virtuale agli occhi di un bambino.
Non opera discriminazioni, li giustizia tutti prescindendo dal modello e dal tipo di tecnologia: vecchi televisori con lo chassis in legno come se ne vedono oramai solo nelle case dei nonni, apparecchi al plasma di ultima generazione ultrapiatti. Diego reclama con quel gesto la totale attenzione e disponibilità da parte di chi è con lui.
Non accetta distrazioni e tantomeno eterodirezione alcuna. Non è permesso parlargli, o tenerlo in braccio e da dietro le sue spalle sbirciare lo schermo. Andy Warhol gli avrebbe forse dedicato un quadro, oppure una delle sue fulminanti definizioni epigrammatiche destinate a rimanere nell'immaginario collettivo.
Abbandonati. Come Diego se vede la tv accesa così gli Italiani sono stati completamente abbandonati dal mondo della politica, troppo impegnato a guardarsi l'ombelico. Allora, facciamo come Diego:
spegnamo la televisione. Perchè vogliamo un paese dove chi ci governi coniughi il coraggio intellettuale della verità ( non Prodi che parla di sedute spiritiche durante i cinquantacinque giorni del caso Moro o Veltroni che cita il "prescritto" Andreotti!!!) e la pratica politica. E' l'unica cosa che possiamo fare per la salvezza dell'Italia e delle sue povere istituzioni democratiche. Come Diego che reclama silenzio e attenzione noi vogliamo un paese senza macchie invece di un paese sporco, un paese onesto al posto di un paese disonesto, un paese intelligente invece di un paese idiota, un paese colto al posto di un paese ignorante e bestiale, un paese umanistisco invece di un paese consumistico e teledipendente. Per tale motivo esprimiamo la nostra mozione di sfiducia contro l'intera classe politica italiana...